HANNAH ARENDT LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO PDF

Segnala altre frasi significative da Le origini del totalitarismo nei commenti. Le camere a gas dei lager tedeschi si trovavano lontane dai centri abitati, al riparo da occhi indiscreti, e allo stesso modo funzionavano i gulag staliniani, dove venivano mandati gli oppositori politici. Solo essa, secondo lui, poteva mettere al riparo contro gli ebrei, unica causa dei mali della Germania. Allo stesso modo, in Russia Stalin criminalizzava i kulaki, i contadini ricchi, che a suo modo di vedere ostacolavano il vero imporsi del comunismo.

Author:Guzahn Fem
Country:Guatemala
Language:English (Spanish)
Genre:Medical
Published (Last):13 January 2009
Pages:63
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Hannah Arendt: Le origini del totalitarismo. Torino Nata ad Hannover in una famiglia ebrea integrata e socialdemocratica, Arendt studia filosofia con Martin Heidegger e Karl Jaspers ed emigra a Parigi poco dopo la conquista del potere nazista. Nel viene internata ma riesce a lasciare la Francia per New York, dove scrive per la rivista tedesca-ebrea "Aufbau". In seguito pubblica i suoi controversi articoli nel libro "The Banality of Evil", che dipinge Eichmann come uomo mediocre e critica il comportamento dei "Judenraete" durante la seconda guerra mondiale.

Hannah Arendt muore nel a New York di infarto. Nel suo libro "Le origini del totalitarismo", Hannah Arendt crea e analizza la teoria politica del totalitarismo. Pose due grande tesi. Nonostante una ideologia ovviamente diversa dietro entrambi i sistemi, la struttura e gli scopi dei nazisti e bolscevichi erano in fondo gli stessi. Le masse sono contraddistinte da individui senza patria, senza stato, al bando della legge, indesiderati, economicamente superflui, socialmente gravosi.

Nel processo della disintegrazione politica la gente viene individualizzata e isolata. In Russia le masse, al contrario che in Germania, non esistono ancora quando Stalin assume il potere. Le masse sono disposte ad essere guidate con la propaganda di un movimento totalitario verso un mondo fittizio, creato e determinato da una ideologia che vuole spiegare tutto: il razzismo con le leggi della natura nel caso dei nazisti, il socialismo con le leggi della storia nel caso dei bolsheviki.

Una onnipotenza inventata spiega i fatti come semplici esempi di determinate leggi in una coerenza ideologica: le coincidenze non esistono per questo Hitler parlava sempre della provvidenza.

Il movimento delle masse pretende solo dedizione e fedelta incondizionata e illuminata dai sui membri. Le masse vengono divise in gruppi di simpatizzanti e membri del partito. Questo succede con la fondazione di suborganizzazioni di simpatizzanti per i vari strati come operai, professori, studenti… il movimento crea una copia del vero mondo.

Ogni gerarchia fissa stabilizza il potere e cosi lo limita. Il capo deve impersonare tutti gli strati del movimento. Ad ogni costo devono essere evitati la normalizzazione e la stabilizzazione della situazione, deve essere mantenuto e allargato il mondo fittizio. Lo stato legale non viene mai ufficialmente abolito, ma completamente ignorato dalle istituzioni totalitarie la costituzione di Weimar dai Nazisti, la costituzione sovietica dal dai Bolscevichi.

Il capo sposta il potere come gli pare e senza annunciarlo. In questo contesto, il carattere anti-utilitario dello stato totalitario diventa ovvio. Invece di una struttura stretta e slanciata, il regime totalitario impiega un apparato statale mostruoso e inefficiente, che non mira ad amministrare e governare bene, ma a mantenere e allargare il dominio sui soggetti. Un "delitto possibile" viene attribuito al "nemico oggetivo", che grazie alla sua invenzione nel contesto menzognero del mondo fittizio totalitario sembra logico.

In Germania esistevano per esempio piani per eliminare tutte le persone con malatie polmonari - sperando di eliminare allo stesso tempo le malatie stesse. Tre passi portano al dominio totale. Il terrore viene considerato uno strumento incomparabile per accelerare il movimento delle forze della natura o della storia. Nei piccoli paesi europei dopo la prima guerra mondiale, movimenti totalitari conquistavano il potere, ma si trovavano limitati nei confini del proprio paese e costretti a una certa moderazione di vecchio stampo.

Anche negli Stati Uniti di questi giorni, elementi totalitari vengono introdotti. Grande parte della popolazione si trovano al bando della legge, indesiderati, economicamente superflui, socialmente gravosi. Chiaramente un sistema di spionaggio onnipresente. Comunque un movimento delle masse ancora manca. Altri elementi del totalitarismo si trovano nella Russia di questi giorni. Comunque il potere della chiesa non era mai assoluto.

Anche se tutto questo rimane un gioco, i paralleli sono almeno "interessanti" da guardare. Il concetto del totalitarismo di Hannah Arendt sembra molto plausibile.

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Hannah Arendt e Le origini del totalitarismo

Le ideologie, con logica stringente, impongono una visione del mondo in cui le idee incarnate nel regime totalitario vengono imposte come direttrici di un cammino fatale, inevitabile, naturale e storico insieme. Essere sradicati significa non avere un posto riconosciuto e garantito dagli altri; essere superflui significa non appartenere al mondo ". Le tesi della Arendt, come quelle dei suoi amici appena citati, avranno ampia diffusione, ma verranno anche ampiamente discusse nel dibattito teorico che ha impegnato nei successivi decenni i pensatori politici europei e statunitensi. Arendt si considerava una scopritrice di problemi attuali, ma i tre elementi antisemitismo, imperialismo e razzismo in cui condensava la sua analisi, erano ciascuno espressione di un problema, o di un insieme di problemi, per i quali era stato il nazismo ad offrire, quando essi si erano "cristallizzati", una "soluzione" tremenda. Arendt presenta gli elementi del nazismo e i problemi politici che ne stavano alla base. La grande attrazione esercitata dal totalitarismo si fondava sulla convinzione diffusa, e spesso consapevole, che esso fosse in grado di dare una risposta a tali problemi, e potesse quindi adempiere ai compiti della nostra epoca ". Questi elementi forniscono la struttura nascosta del totalitarismo.

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Hanna Arendt, Le origini del totalitarismo: riassunto

Hannah Arendt: Le origini del totalitarismo. Torino Nata ad Hannover in una famiglia ebrea integrata e socialdemocratica, Arendt studia filosofia con Martin Heidegger e Karl Jaspers ed emigra a Parigi poco dopo la conquista del potere nazista. Nel viene internata ma riesce a lasciare la Francia per New York, dove scrive per la rivista tedesca-ebrea "Aufbau". In seguito pubblica i suoi controversi articoli nel libro "The Banality of Evil", che dipinge Eichmann come uomo mediocre e critica il comportamento dei "Judenraete" durante la seconda guerra mondiale. Hannah Arendt muore nel a New York di infarto.

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Le origini del totalitarismo

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