CORRADO MALANGA ARCHETIPI PDF

Va anche sottolineato come le diverse scuole di PNL, soggettivamente indichino sovente con nomi e caratteristiche differenti i diversi psico-tipi. Il test finale di appartenenza. Un buon sistema per la autoanalisi e la auto guarigione senza spendere soldi in esperti che vogliono farti crescere solo se paghi. I professionisti del settore non abbiano paura: a loro comunque rimarranno tutti coloro che, non avendo voglia di lavorare su se stessi. Nel somministrare il test bisogna utilizzare dei colori ben precisi e non sfumature di altri colori. In un esempio tipico, se un soggetto alla prima scelta sceglie la tripletta rosso-nero-ciano, alla seconda scelta sceglie il nero, vuol dire che questo soggetto viene classificato visivo come principale canale di percezione della mappa del territorio.

Author:JoJojar Takree
Country:Bahamas
Language:English (Spanish)
Genre:Business
Published (Last):7 January 2016
Pages:171
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ISBN:341-2-91601-515-1
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Ho scritto questo lavoro su espressa richiesta di molti lettori che chiedevano ragguagli sul termine ARCHETIPO: cosa fosse, come dovesse essere interpretato, a cosa servisse, e cos via.

Ho scritto con lintento di chiarire le idee ai lettori, tuttavia parlare precisamente di archetipi non possibile se non in modo archetipico, cio incomprensibile allinterpretazione del lobo sinistro del nostro cervello. Ho dovuto pertanto usare dei trucchi per farmi capire.

Non so se ci sia riuscito, inoltre in alcuni passaggi ho dovuto utilizzare un linguaggio forse troppo simbolico e quindi di difficile interpretazione.

Me ne scuso in anticipo, ma meglio di cos non mi riuscito fare. Al contrario di alcuni altri miei lavori, questo decisamente pesante da leggere e da comprendere, ma se il lettore far lo sforzo di arrivare fino in fondo, forse non avr perso tempo inutilmente.

Devo parlare di archetipi perch ho decisamente inflazionato luso di questo termine durante la stesura dei miei ultimi lavori e molte persone mi hanno chiesto di essere pi chiaro sul significato del termine, che ai pi risulta evidentemente ostico. Avere dunque a disposizione degli strumenti non solo per distinguere la realt virtuale da quella reale, ma per decodificare tutti e due questi aspetti della nostra esistenza, vuol dire poter capire cosa abbiamo attorno a noi ed interagire meglio ed in modo pi completo con il resto della Creazione.

Archetipo significherebbe: Primo esemplare assoluto ed autonomo, un modello primitivo delle cose del quale le manifestazioni sensibili della realt non sono che filiazioni o imitazioni. Archetipo viene inteso anche con il significato di Idea. Per Carl Gustav Jung archetipo il contenuto dellinconscio collettivo, cio le idee innate o la tendenza ad organizzare la conoscenza secondo modelli predeterminati innati.

In lingua greca antica archetipo vuol dire, infatti, Primo esemplare. Quando si dice che un archetipo unIdea, si sottintende che lidea originale, cio che non partorita da niente, ma partorisce ci che da essa deriva.

Va da s che il concetto estremamente importante in tutti settori del nostro essere. Gi, perch in tutto lUniverso gli archetipi sono sempre gli stessi ed una formica ha in s gli stessi archetipi delluomo. Gli archetipi sono dunque i mattoni del linguaggio universalmente parlato, ma questa definizione non rende giustizia alla loro realt. La vera definizione degli archetipi potrebbe essere la seguente: Archetipi sono i mattoni con cui costruito e si costruisce lUniverso.

Questa definizione risulta essere decisamente pi ampia e generale di altre lette qua e l e comprende anche quella data in precedenza, con la quale non in contrasto. Infatti tutto ci che viene fatto crea uninterazione ed in questa parola sintetizzato il significato di linguaggio, il quale, appunto, essenzialmente uninterazione. Se un elettrone colpisce un protone, ne nasce una reazione nucleare, ma i fisici moderni tendono a dire che lelettrone ha portato con s delle informazioni che ha scaricato sul protone: in parole povere le due particelle subatomiche, urtandosi, si scambierebbero delle informazioni.

Dunque tutto ci che regola il linguaggio tra cose, regola in realt le interazioni tra di esse, quindi gli archetipi regolano le interazioni tra cose. Vale a dire pure che lUniverso costituito con un certo numero di mattoni, gli archetipi appunto, ma tali archetipi sono quelli che regolano tutto: dal linguaggio alle reazioni subatomiche.

Se ne deduce che, se si capiscono gli archetipi, si sapr parlare con le cose dellUniverso. San Francesco era un mistico, prima che un santo per la Chiesa Cattolica, ed la figura del mistico che in questo momento ci interessa. Buddha era un mistico a sua volta. Il primo si distingueva perch parlava con gli animali ed il secondo perch lUniverso parlava a lui. Ma questo come sarebbe stato possibile?

Se lesistenza degli archetipi cos come stata proposta vera, i due personaggi sopra citati avrebbero avuto uninconscia tendenza alluso degli archetipi per la comprensione del Tutto. Chi avrebbe insegnato loro quellimportante linguaggio universale? Nessuno, ovviamente, perch dentro ognuno di noi sarebbero gi scritte le regole per parlare questo linguaggio.

Vedremo tra breve che proprio cos. Ovviamente qualcuno pu pensare che il linguaggio umano abbia subto una strutturazione evolutiva in senso storico e che gli uomini della pietra emettessero suoni gutturali e conoscessero solo poche espressioni, come gli animali. Oggi, invece, il linguaggio si sarebbe evoluto e noi potremmo parlare e farci capire anche da un delfino. Va detto che il linguaggio originario, quello di base, ovvero lidea di linguaggio, non subisce variazioni nel tempo, perch fuori dal tempo.

Se questo vero, errato supporre che lidea di linguaggio possa evolversi in qualsivoglia direzione. Daltra parte innegabile che il linguaggio che usiamo oggi sia decisamente pi complesso di quello che usavano gli uomini della pietra. Uno strumento si dice pi specializzato quando serve molto bene per una cosa sola.

Il massimo della specializzazione essere capaci di fare, in modo perfetto, solo una cosa. In pratica essere specializzati significa non saper fare praticamente niente, se si esclude, per esempio, il grattarsi perfettamente un orecchio.

In questo senso la freccia del tempo non diretta secondo levoluzione, ma secondo la specializzazione degli esseri contenuti nellUniverso. Non nemmeno vero che esistano differenti tipi di linguaggi pi o meno evoluti, ma esistono differenti forme, pi o meno specializzate, di un unico linguaggio. Vediamo infatti che il linguaggio fonemico che utilizziamo tutti i giorni una rielaborazione di altri tipi di espressioni pi antiche: il fonema, infatti, deriva dal linguaggio iconografico.

Prima di parlare luomo disegnava: basterebbe questa osservazione a far capire cosa voglio dire, ma c di pi. In realt quando, per esempio, scriviamo la lettera alfabetica O potremmo chiederci perch, nella nostra cultura, al fonema ooooo si sia abbinata la forma di un cerchio. La risposta semplice: perch nellemettere il fonema oooo atteggiamo la forma della bocca a cerchio, appunto la forma attribuita alla lettera O. Inconsciamente le diverse culture della Terra hanno abbinato un fonema ad un disegno di partenza.

Il disegno era qualcosa di pi primitivo, nel senso che veniva prima del fonema, ma pi primitivo non significa meno evoluto, vuol semplicemente dire meno specializzato.

Ci che pi specializzato anche meno comprensibile o, comunque, comprensibile solo per coloro che hanno lo stesso grado di specializzazione. Se conosco solo il giapponese, posso parlare bene solo con giapponesi ed il resto del mondo sar privato della possibilit di comunicare con me.

Se questo vero, il fonema rappresenta il gradino pi basso delle possibilit di farsi comprendere da una moltitudine, anche se fornisce lopportunit di farsi capire, senza errori, da uno ristretto gruppo di persone, da un clan. Che il disegno sia una forma di comunicazione pi ampia evidente. Davanti a certi tipi di disegni molti sono in grado di comprendere il loro contenuto informazionale, anche se emergono alcune difficolt interpretative quando lo stesso disegno viene presentato a due culture ancora molto distanti tra loro.

Infatti nellattuale societ, nella quale ormai solo pochi leggono libri e molti tendono ad esprimersi con una serie di elementari suoni gutturali quasi del tutto privi di struttura grammaticale, quando dobbiamo farci capire usiamo le immagini. Il dispositivo che produce immagini , per antonomasia, la televisione. In un contesto in cui il potere politico usa il linguaggio fonemico e tende a presentare uomini dotati di cultura sempre pi scarsa, il numero di espressioni verbali utilizzato tende a diminuire drasticamente.

Il potere ha raggiunto il suo scopo, ma daltra parte, quando il potere stesso ha lesigenza di comunicare ai suoi sudditi cosa fare e come votare, deve utilizzare un semplice linguaggio di massa ed proprio in quelloccasione che utilizza la televisione: poche immagini hanno un impatto anche emotivo pi potente di qualsiasi discorso.

Cos la lingua inglese ha il sopravvento sulle altre lingue per la sua immediatezza, ovviamente a scapito del numero di espressioni utilizzabili ai fini di una comprensione culturalmente pi ricca.

Contro ottantamila parole di un normale vocabolario inglese ce ne sono almeno centoventimila nellequivalente vocabolario italiano. Qui va fatta unulteriore precisazione: il termine cultura non ha niente a che fare con levoluzione di un linguaggio, ma indica solo quanto il linguaggio che si utilizza sia ben conosciuto. Non si deve quindi pensare che cultura e specializzazione siano due termini che vadano di pari passo.

Il disegno nasce da un processo che il nostro cervello, sotto l controllo della mente, ha sviluppato in tempi molto recenti milioni di anni. Prima del disegno c il Simbolo. Il Simbolo una struttura ancora pi primordiale: potremmo definirlo un disegno primordiale che contiene solo alcuni tratti grafici i quali non hanno apparentemente un senso immediato, ma risultano stranamente comprensibili ad una parte profonda della nostra coscienza.

Il simbolo qualcosa che va al di l di un semplice disegno, ma costituito da unespressione comunicativa che ha a che fare con lo spazio che ci circonda. La gestione dello spazio che ci circonda il meccanismo mediante il quale viene letto il simbolo. Il simbolo qualcosa di estremamente pi primitivo, e quindi pi interpretabile. Pu trattarsi di una posizione che il nostro corpo simbolicamente assume quando parliamo a fonemi. La posizione del corpo non vuole essere un sistema comunicativo in pi per dare enfasi alle cose che diciamo, ma semmai il contrario.

Il vero linguaggio primordiale il comportamento, non la fonemizzazione. In tutte le culture del globo, per esempio, gli Dei stanno in cielo e i mostri cattivi negli inferi. Cos alziamo la testa in alto nel dire: Che bella giornata oggi!.

Facciamo il contrario abbassando la testa nel dire: Oggi va proprio tutto male! Potremmo dire, in un certo senso, anche se ci rappresenta una rielaborazione spaziale del concetto originario, che nel nostro DNA abbiamo linformazione simbolica secondo la quale le cose buone stiano in alto e che le cose brutte in basso. In grafomeccanica si sa perfettamente che la sfera dei sensi viene rappresentata dalla parte bassa della scrittura e la sfera degli ideali da quella alta.

Analogamente il pensiero viene identificato come nobile, mentre la maggior parte delle culture tende a dare al corpo unaccezione meno evoluta dove evoluzione e bene appartengono alla stessa sfera simbolica.

Per questo si tende sovente ad accoppiare alcuni simbolismi che, invece, hanno strutture generatrici di base differenti. Il bello anche buono e viceversa; il cattivo brutto.

Ma ci non assolutamente vero! Allora cosa significa: che il linguaggio simbolico sbaglia? Ma no! Vuol dire che, quando siamo in contatto con una persona bella, questa ci sembra anche buona: ma questo accade perch si attribuisce a monte il significato sia di bello che di buono alla semplice accezione di positivo o il contrario per laccezione di negativo. Il simbolismo rappresenta pertanto la chiave di lettura per leggere la posizione delle cose nello spazio!

Molti sono gli esempi che si possono citare per dimostrare ci che in realt si dimostra da solo: gli sciamani gettano a terra sassolini od oggetti vari, come ossa di piccoli animali, ed, a seconda della posizione che essi assumono, divinano, cio tendono a reinterpretare la natura che li circonda in senso molto ampio, nel presente, nel passato o nel futuro. C chi legge nelle macchie del caff o nella forma delle gocce dolio o chi fa le carte, distribuendole in un preciso spazio simbolico.

La posizione assunta dagli oggetti intorno a noi viene identificata con qualcosa che la natura ci vuol dire. Questo processo di lettura totalmente inconscio, cio avviene ad un livello che non riguarda pi il subconscio, bens una sfera pi profonda del nostro essere. A questo punto sta alla capacit del singolo saper ben comprendere quello che viene percepito, perch, se i segnali che vengono dal lobo destro e quelli che arrivano dal lobo sinistro non sono coerenti, il risultato dellinterpretazione finale sar viziato dallerrore percettivo.

Lincapacit dello sciamano di utilizzare appieno questo sistema sarebbe dovuta ad un forte intervento della sua seppur ridotta razionalit, la quale, inquinando fortemente la sua totale irrazionalit, lo confonderebbe sul vero significato del simbolo che sta leggendo e, di conseguenza, interpretando. La schizofrenia un esempio eclatante, nel quale il principio noto come relazione tra causa ed effetto viene totalmente invertito: lo schizofrenico capace di dire che, siccome mentre camminava per strada ha trovato per terra una pallina rossa, ne consegue che camminare per strada pericoloso.

Analizziamo per un istante il processo mentale dello schizofrenico e scopriamo che per lui il colore rosso significa davvero archetipicamente pericolo, o meglio suscita in lui lo stato danimo legato al sentirsi in pericolo.

La mancanza di intervento del lobo sinistro, o comunque un cattivo uso del subconscio, lo spingono a cercare una spiegazione razionale ad un simbolismo. Non intervenendo la razionalit, egli non mette correttamente in relazione ci che ha visto con quello che successo.

Solitamente il nostro cervello prima sente le cose con il lobo sinistro e poi con quello destro: in parole pi semplici un essere umano normale pensa che prima esista una causa e poi, in seguito, un effetto. La causa lespressione della lettura della realt virtuale da parte del lobo sinistro, il quale ha visto una pallina rossa, che un segnale realt virtuale: Spazio, Tempo ed Energia.

Leffetto viene dopo ed in questo caso qualcosa che si attende accada. Sta nel futuro e viene percepito come sensazione di disagio pericolo incombente, sensazione legata al sentire le cose con il lobo destro, precognizione, Realt Reale. Chi schizofrenico inverte il sistema di percezione e fa partire subito linconscio del lobo destro del cervello ed il risultato : Siccome ho paura, ecco che la natura me la conferma con un segno facendomi incontrare sul mio cammino una pallina rossa.

Come interpretare questo fatto da un punto di vista generico? Semplice: siccome il sentire le cose un modo per comunicare con lUniverso e siccome questo metodo molto vicino allarchetipo che ha prodotto questa sensazione, si deve dire che questo un messaggio reale, molto pi reale della visione di una pallina rossa realt virtuale.

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